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Ricordiamo don Leone Lanza

Ricordando Don Leone Lanza,

nostro Parroco dal 1973 al 1985

 

Ci è giunta inaspettata in questi giorni la notizia del decesso, avvenuto a 87 anni, di Don Leone Lanza che fu nostro parroco, il 17.o, e membro della nostra comunità parrocchiale dal 1973 al 1985.

Don Lanza era nato nel 1931 a Predore, una minuscola località bergamasca sul lago d’Iseo, posta su quel breve spazio di terra, costretto tra il lago che la lambisce, ed a ridosso dell’impervia cresta rocciosa che lascia solo poco spazio al passo. Si può dire che Don Lanza rifletteva l’ampiezza di quel meraviglioso spettacolo che si apre oltre il lago, per la generosità con la quale dispensava i doni propri della Sua missione.  Ma conservava anche quel carattere fermo, che gli derivava dalla severità dei monti della Sua infanzia e dalle fatiche dei Suoi che li praticavano, come ricordava, che è dentro in ogni buon bergamasco.

Venne destinato a Canobbio nel 1973 dal Vescovo Mons. Martinoli e vi rimase 12 anni per poi essere destinato nell’altra ancor più impegnativa missione di Coldrerio.

«Le labbra del sacerdote devono custodire la scienza divina e dalla sua bocca si viene a cercare l’insegnamento della legge perché egli è il messaggero del Signore...» (Malachia 2.7). Don Lanza ha interpretato bene questo messaggio da noi, seminando e facendo germogliare abbondanti semi, sparsi con molta umiltà, unita a sapienza, benevolenza e cordialità. Ma lo vogliamo ricordare anche per essere stato particolarmente premuroso nel conservare e trasmettere le nostre tradizioni religiose.

I parrocchiani di Canobbio, che hanno avuto la grazia di averlo avuto come Parroco, lo ricorderanno e gli saranno perennemente grati.

Graziano Gianinazzi

 

già presidente del CP    


RICORDANDO DON LEONE …

Parroco di Canobbio dal 1973 al 1985.

 

All’età di quasi 87 anni, si è spento nella casa di riposo Opera Charitas a Sonvico Don Leone Lanza.

Una casa di riposo che sebbene curato amorevolmente e ben accudito gli andava stretta, perché Don Leone aveva voglia di fare, di celebrare la Santa Messa, di incontrare la gente, di scrivere poesie.

 

Nel nostro ultimo incontro, pochi mesi orsono, dopo una sua malattia, esprimeva tutta la sua vitalità, che non si fermava ai bei ricordi di anni passati assieme, con momenti di vita in comune, ma si progettavano incontri per sottolineare i suoi sessant’anni di sacerdozio, la sua presenza all’inaugurazione della nuova casa parrocchiale, dove malauguratamente non poté essere con noi per indisposizione, ma anche una capatina al grotto, perché a Don Leone piaceva la convivialità.

 

Per noi ricordare Don Leone significa andare con il pensiero alla nostra gioventù, alla vita parrocchiale di allora e all’attività scautistica.

 

Per Don Leone l’attività pastorale significava stare con la gente, con il suo modo bonario, il suo cuore aperto alle necessità della comunità tutta, era una presenza rassicurante nel paese.

La sezione scout gli permetteva di incontrare i ragazzi e i giovani fuori dalla formalità, partecipava alla vita scautistica in modo discreto ma sempre presente, entusiasta e disponibile, pronto a dare quell’importante sostegno fatto di esempio e buoni consigli che completavano la nostra attività alle volte condizionata dall’esuberanza giovanile.

Quanti bei ricordi vissuti nei campeggi a contatto con la natura, nelle serate piene di entusiasmo sotto le stelle…

 

Nelle ricorrenze che scandivano l’anno liturgico e nei giorni festivi della comunità parrocchiale eravamo con lui, ci lasciava organizzare le feste, (nella parte più mondana), si fidava: era nato un rapporto di fiducia e di stima che si è mantenuto intatto negli anni.

 

Grazie Don Leone per gli anni passati con la nostra comunità, per il tuo buon cuore che negli anni passati assieme alla nostra gente hai donato a Canobbio.

 

 

Robi, Cech, Jechi


8.12.2017 - l'omelia di Padre Mauro Lepori

Solennità dell’Immacolata Concezione della Vergine Maria

Canobbio, 8 dicembre 2017

 

Letture: Genesi 3,9-15.20; Efesini 1,3-6.11-12; Luca 2,26-38

 

In [Cristo, il Padre] ci ha scelti prima della creazione del mondo
per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carit
à,
predestinandoci a essere per lui figli adottivi mediante Gesù Cristo” (Ef 1,4-5)

 

In queste poche righe, san Paolo esprime la vocazione straordinaria, incredibile, di ogni creatura umana. Ci dice perché esistiamo, qual è la causa profonda del nostro esistere e il fine per cui ci siamo. Prima della creazione del mondo, prima che ognuno di noi esista, il disegno di Dio su di noi è già questo. Dio, creando ogni uomo, non ha preso dellargilla per vedere cosa sarebbe saltato fuori man mano che la modellava. Ci ha formati con un disegno preciso, sapendo benissimo cosa voleva, il perché e il fine di questa creatura.

 

E qual è questo disegno? Con che intenzione il Signore delluniverso ci ha creati, e ci crea ad ogni istante? Se leggessimo le parole di san Paolo con attenzione, rimarremmo senza fiato: ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità, predestinandoci a essere per lui figli adottivi”.

Cosa vuol dire questo? Essenzialmente una cosa: siamo creati per essere immagine e somiglianza di Dio, e questo “di fronte a Lui”, non come una fotografia che è immagine di qualcuno che non è più di fronte alla fotografia, ma direi come uno specchio vivente che solo stando di fronte alla presenza della persona, del volto, può rifletterlo, riprodurre la sua immagine viva. Noi siamo creati per essere noi stessi rispecchiando il volto del Padre, così come si manifesta nel Figlio suo Gesù Cristo.

 

Questa immagine, questo riflesso vivo in noi di Dio, è possibile solo ad una luce molto speciale, una luce che permette di riflettere solo Dio, di essere immagine solo di Dio. Questa luce è l’amore, la carità, perché “Dio è amore” (1Gv 1,16), e in Dio l’amore è nello stesso tempo l’immagine e la luce che permettono di riprodurre in noi il suo Volto. Senza questa luce, l’immagine di Dio non si può riflettere in noi. Dio è santo, Dio è immacolato, Dio è purissimo. Ma è solo la carità che ci permette di riflettere la santità e purezza di Dio in noi: possiamo essere santi e immacolati di fronte a lui solo nella carità”.

 

Cosa vuol dire “nella carità”? Significa che l’immagine di quello che Dio è, si può riprodurre in noi solo dentro una relazione di amore con Lui. È un po’ come il sorriso fra una mamma e il suo bambino: nel bambino il sorriso è un riflesso del volto della mamma che gli sorride, e questo riflesso si imprime in lui, diventa espressione del suo volto, perché fra la mamma e lui passa l’amore. Se un bambino guarda il sorriso di una donna su un cartellone pubblicitario, non riflette questo sorriso, perché esso non è portato, non è trasmesso da un amore, da una confidenza di amore.

 

A tutto questo dobbiamo pensare per capire chi siamo, per capire qual è il nostro volto, perché esistiamo, e qual è il nostro compito fondamentale nella vita, qualsiasi cosa facciamo, qualsiasi vocazione o professione abbiamo. E tutto questo è importante per capire il significato della Vergine Immacolata per il nostro cammino.

 

Maria è senza peccato. “Sine labe”, c’è scritto in marmo anche nella cappella della nostra Madonna Immacolata – che ora che giro il mondo, vi assicuro che è la statua più bella che esista. Essere senza peccato, senza macchia originale non vuol dire che la Madonna porta un vestito pulito, mentre tutti noi altri essere umani lo portiamo sporco. Essere senza peccato originale è una qualità straordinaria nel rapporto con Dio. Nel rapporto fra Maria e Dio non c’è assolutamente nessuna ombra, nessuna increspatura. Si potrebbe dire che in Maria il sorriso paterno di Dio si riproduce senza un attimo di diffidenza. Sul volto di Maria si riflette senza ombre il Volto buono e santo di Dio. Se Maria, al saluto dell’angelo, rimane turbata, non è perché diffidi del Signore o abbia paura di Lui. Rimane turbata perché l’angelo le parla delle sue qualità, della grazia che le è data, e non capisce come le si possa parlare bene di lei stessa, perché per lei solo Dio è santo e buono. È come se dicessimo ad un bambino di due anni: Che bel sorriso che hai! Lui ci guarderebbe stupito, non capirebbe cosa vogliamo dire, perché per lui il sorriso bello è solo quello della mamma, e neanche si rende conto che lo sta riflettendo, che il sorriso della mamma è diventato il suo.

Tutto nella Vergine Maria riflette Dio, è riflesso trasparente del volto di Dio, del cuore di Dio, dell’amore di Dio, della santità di Dio. E per questo, in Maria vediamo quello che Dio ha voluto e vuole realizzare in ogni creatura umana. Sì, veramente: “In [Cristo, il Padre] ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità, predestinandoci a essere per lui figli adottivi mediante Gesù Cristo”.

 

Dopo il peccato originale, il Signore Dio scese a passeggiare nel giardino dell’Eden. Non è sceso per godersi la frescura, o gli alberi e i fiori: cerca l’uomo: “Adamo, dove sei?”. Non lo cerca come la polizia cerca un bandito: lo cerca per stare con lui, per stare in sua compagnia, perché, appunto, lo ha creato per questo.

E qui appare la conseguenza essenziale di ogni peccato: al Dio che lo cerca perché desidera stare con lui, Adamo risponde che ha paura, che solo sentire la sua voce lo spaventa: “Ho udito la tua voce nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto” (Gen 3,10). È come se il colpevole fosse Dio, se il cattivo fosse Lui. Pensate che dolore sarebbe per una mamma se il suo bambino, al suo sorriso, rispondesse con una smorfia di paura, se si mettesse a piangere ogni volta che la vede, come davanti al volto di un estraneo. Il peccato ha prodotto questo nel cuore dell’uomo. Il sorriso del volto buono del Signore non si riflette più sul volto dell’uomo, e la conseguenza è che l’uomo così non sa più sorridere con amore ai suoi simili. Infatti, Caino ha cominciato, per invidia, a guardar di traverso suo fratello Abele, fino ad ucciderlo (cfr. Gen 4,3-8).

 

Come si può redimere questa diffidenza, questa tendenza del cuore umano a sentire estraneo il volto del Signore, a fuggirlo, allora che l’uomo non esiste che per questo, che per riflettere in sé il volto buono di Dio?

La risposta è nel Vangelo che abbiamo ascoltato, il Vangelo dell’Annunciazione: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo” (Lc 1,31-32).

 

Dio, per ridarci di “essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità” si pone di fronte a noi in un modo straordinario, che non avremmo mai immaginato: si fa uomo, diventa per noi un volto umano, un sorriso umano, una voce umana. E in Maria e attraverso di lei questo avvenimento ci viene incontro, entra nella nostra vita, viene a guardarci, a parlarci, ad amarci. Maria, come poi la Chiesa, è lo strumento e il segno del volto buono di Dio che viene a cercarci fino a prendere posto di fronte a noi, nella nostra vita di tutti i giorni. E lì, proprio lì, Gesù si mette a guardarci, si mette a sorriderci, si mette a parlarci come un amico. Perché Lui sa che se rispondiamo, se ci stiamo a questo rapporto di amore semplice con Lui, semplice come il rapporto fra una mamma e il suo bambino, Lui sa che se ci stiamo, diventiamo noi stessi, diventiamo noi stessi riflettendo il suo Volto, diventiamo “santi e immacolati di fronte al Padre nella carità”.

 

Quando guardiamo una bella immagine della Madonna, come il volto della nostra Immacolata, non dovremmo limitarci a dire: Che bella statua! Oppure: Che bella doveva essere la Madonna! Dovremmo invece dirci: Come si diventa belli, umanamente belli, quando si guarda Dio in volto, quando non si ha paura di incontrare lo sguardo, il sorriso, di ascoltare la parola di Gesù Cristo! Come si diventa belli quando non si ha paura di vedere Gesù nei nostri fratelli e sorelle, soprattutto chi ha più bisogno del nostro amore, magari nella nostra famiglia, sul luogo del nostro lavoro, o incontrando la gente anonima per strada! Come si diventa belli, quando da Maria impariamo che il segreto della santità e purezza della nostra vita è di aprire gli occhi ad una Presenza piena di amore che ci sta già guardando, che è già qui a guardarci, a chiamarci per nome, piena di desiderio di riflettersi in noi!

 

Certo, tutto questo, come per la Vergine, è una grazia, una pienezza di grazia. Ma è appunto per questo che tutto è possibile, perché è opera di Dio.

 

Allora anche noi possiamo aprirci a questa grazia con l’umiltà di dire: “Eccomi! Sono qui, sono qui perché questa grazia avvenga, accada anche per me! Non voglio più nascondermi come Adamo ed Eva. Ho fiducia che anche per me basta levare lo sguardo al Volto sorridente e buono che sta guardando con desiderio la mia vita, il mio cuore, la mia miseria, fin da prima della creazione del mondo, per farmi figlio di Dio come Lui nel dono dello Spirito Santo!

 

Fr. Mauro-Giuseppe Lepori

 

Abate Generale OCist


aprile 2107 - Convocazione Assemblea parrocchiale elettorale


17.04.2016 - PUBBLICAZIONE DELLE RISOLUZIONI DELL' ASSEMBLEA PARROCHIALE ORDINARIA DEL 17.04.16.

 

Messaggio del presidente

L’Assemblea prende atto del Messaggio del Consiglio parrocchiale letto dal suo Presidente.

 

Nomina di due scrutatori

Per le votazioni previste dall'Ordine del giorno dell’Assemblea sono stati nominati i Signori  Alfredo Lurati e Giuseppe Gianinazzi.

 

Nomina del nuovo parroco

Don Tomasz Tomczyk (don Tommaso) viene eletto all'unanimità: al momento della votazione erano presenti 52 aventi diritto di voto.

 

Rendiconto amministrativo

I conti presentati dal Consiglio parrocchiale vengono approvati all'unanimità.

 

Comunicazioni del Consiglio parrocchiale.

Il Consiglio parrocchiale ha aggiornato l’Assemblea parrocchiale sui seguenti oggetti:

  • sull'andamento dei lavori alla Casa parrocchiale; 
  • sui lavori effettuati alla Casa cappellanica;
  • sul Container ubicato prima del Cimitero acquistato per situarvici l’ufficio parrocchiale provvisorio durante il periodo dei lavori alla Casa parrocchiale;
  • lo stato della vendita del mappale 32 RFD Canobbio;
  • la richiesta della pinacoteca Züst di prestito della statua della nostra Madonna immacolata;
  • come si intende risolvere i problemi di acustica nella Chiesa.

Eventuali – richieste dell’assemblea

A tutte le domande poste durante la seduta è stata data puntualmente risposta da parte del Consiglio parrocchiale.

 

NB: la documentazione trattata durante la seduta e distribuita ai presenti, può essere richiesta al Segretario parrocchiale per consultazione.

 

Il Consiglio Parrocchiale


08.10.2015 -  RISOLUZIONI DELL'ASSEMBLEA PARROCCHIALE RIUNITASI IN SEDUTA STRAORDINARIA GIOVEDÌ 8 OTTOBRE 2015 PRESSO LA SALA DEL CONSIGLIO COMUNALE DI CANOBBIO ALLE ORE 20.00


Richiamato l'avviso di convocazione del 27.09.2015, l'Assemblea parrocchiale riunitasi in seduta straordinaria il giorno di giovedì 8 ottobre alle ore 20.00 presso la sala del Consiglio comunale di Canobbio (casa comunale)

ha così deliberato:

  1. È accettato il progetto di rinnovo della Casa parrocchiale così come illustrato nella documentazione messa a disposizione dell'Assemblea.
  2. Il Consiglio parrocchiale è autorizzato ad alienare il fondo 32 RFD di Canobbio secondo le procedure stabilite in merito dalla Legge per il finanziamento della ristrutturazione della casa parrocchiale ad un prezzo minimo di fr. 1'000.00 al metro quadro.
  3. È concesso un credito di fr.750'000.00 da utilizzare per il progetto di ristrutturazione della Casa Parrocchiale come deciso ai punti precedenti.
  4. È autorizzata la ristrutturazione della casa capellanica come proposta dal Consiglio parrocchiale, con l'eventuale prelievo di fondi dal credito precedentemente concesso di fr. 750'000.00 per la ristrutturazione della Casa parrocchiale.

Il Presidente per l'Assemblea Parrocchiale


27.09.2015 -Avviso di convocazione dell'Assemblea Parrocchiale straordinaria

 

Come da avviso pubblicato all'albo, l'Assemblea parrocchiale è convocata in seduta straordinaria giovedì 8 ottobre alle ore 20.00 presso la sala Multiuso e del Consiglio Comunale (casa comunale) con all'ordine del giorno le seguenti trattande:

  • Presentazione del progetto di rinnovo della Casa Parrocchiale
  • Richiesta di credito per l'opera
  • Finanziamento, richiesta di alienazione di un terreno parrocchiale
  • Sistemazione della Casa Cappellanica

Il Consiglio Parrocchiale


06.09.2015 - Discorso del Sindaco in occasione dell'entrata in parrocchia di Don Tommaso

 

Mo. Reverendo don Tomasz,

Caro Don Tommaso,

 

il più caloroso benvenuto a Canobbio da parte dell’autorità che rappresento con i miei colleghi di Municipio, (oggi ben rappresentati assieme al segretario).

 

Benvenuto anche a nome della cittadinanza tutta.

Canobbio è un paese che si sta sviluppando, con ca. 2300 anime attualmente ed è ancora in crescita.

Per la comunità civile, rappresentata dal Municipio è un onore e un piacere poterla accogliere nel nostro paese.

La cittadinanza e per essa l’autorità si sono sempre dimostrate aperte e collaborative con il Parroco e con il Consiglio Parrocchiale, una collaborazione che ha permesso di tessere ottimi rapporti, tant’è che a tutt’oggi con il consenso di tutte le forze politico-partitiche il parroco è in buona parte stipendiato dal Comune.

 

Una realtà che pochi Comuni Ticinesi possono vantare, e che la dice lunga sui benefici che la stessa porta alla comunità tutta.

 

 Per meglio capire, il significato di questa scelta del Comune, prendo a prestito e sintetizzo le parole del Cardinale Carlo Maria Martini, il quale sosteneva che:

“  la politica è la più alta tra le attività umane, quella che cerca di porre in atto le condizioni per il vero bene e il vero progresso di tutti, quindi la libertà, la libertà di coscienza, di religione, consapevoli che la fede spalanca gli orizzonti di Dio e dell’eternità; la politica si accontenta degli orizzonti storici, ma entrambe tendono al bene dell’uomo. E pertanto non c’è contraddizione.

 

Il Parroco, come ben Lei sa caro Don Tommaso, è sempre più chiamato a un impegno che va aldilà delle funzioni liturgiche, una presenza che è vicinanza con i parrocchiani e la comunità, stare assieme alla gente, nelle scuole, con i giovani che tanto hanno bisogno, nelle famiglie, con gli anziani, nei momenti d’incontro di festa, di gioia come di dolore che la vita ci riserva.

 

Un compito che sappiamo richiede molte energie e tanta pazienza, disponibilità e apertura d’animo: in questo è sicuramente aiutato dalla fede in Dio, ma le assicuriamo anche tutto il nostro appoggio e la collaborazione fattiva per il bene del nostro paese.

La comunità è una sola, va mantenuta unita nel rispetto delle diversità che ogni cittadino porta in se. L’unità nella diversità porta armonia, questa dobbiamo assieme cercare.

 

Sappiamo che il Consiglio Parrocchiale sta allestendo i progetti per la ristrutturazione della casa parrocchiale, siamo sicuri che con gli interventi previsti la stessa, dopo la chiesa che è casa di preghiera, potrà diventare casa d’incontro e di accoglienza per la comunità parrocchiale.

 

Caro Don Tommaso, l’incontro, che il Comune di Canobbio anche attraverso le sue molte associazioni ha sempre privilegiato, è la strada migliore che le permetterà di inserirsi, con l’aiuto dei parrocchiani, in breve tempo nella nostra comunità.

 

Siamo sicuri che Canobbio troverà presto un posto nel suo cuore e le diamo il più caloroso benvenuto.

 

Roberto Lurati sindaco Canobbio.

 


04.06. 2015 - Discorso del Presidente del Consiglio parrocchiale in occasione del saluto ufficiale a Don Pierino Cavalleri 


Dopo tanti anni di permanenza presso la nostra comunità Don Pierino ha deciso di lasciare la nostra Parrocchia e di ritirarsi, non assumendo un nuovo incarico ma restando a disposizione per eventuali servizi.

È arrivato a Canobbio alla fine di Agosto del 1985 dopo aver amministrato la parrocchia di Airolo. Da una realtà di montagna a una realtà di città due culture che pur appartenendo alla stessa terra, il Ticino, hanno comunque tante differenze.

Si è integrato nella nostra realtà di paese, il suo carattere forte e determinato, a volte ha creato un qualche diversità di vedute con alcuni di noi, però tutti abbiamo sempre apprezzato quanto di buono ha fatto.

Ha partecipato con l’incarico di assistente spirituale all'attività della sezione scout frequentando pure diversi campeggi, chi ha partecipato alla Santa Messa al campo scout ha potuto vedere immagini inedite di Don Pierino alle prese con

campeggi della nostra sezione scout.

Le sue omelie, sempre relazionate alla parola di Dio letta nella Sta Messa, ma anche attente alle circostanze, hanno sempre dimostrato una grande preparazione e una particolare sensibilità.

Insegnante della catechesi nelle nostre scuole elementari e per un lungo periodo anche nella scuola media, membro del Tribunale della Curia per le cause di separazione.

30 anni sono, di fatto, un ricambio generazionale, don Pierino ha battezzato, fatto prime comunioni, cresimato, sposato e quindi ribattezzato i figli, ha vissuto nella nostra comunità gli ultimi 30 anni e di cambiamenti ce ne sono stati tanti, anche il paese e la sua gente.

Da sempre particolarmente vicino alle persone che soffrono, un lavoro dietro le quinte che solo quelli che sono stati assistiti e il Buon Dio possono quantificare.

Con don Pierino sono stati fatti tanti lavori nella Parrocchia; i più importanti li potete vedere proprio qui, nella nostra chiesa parrocchiale: I lavori di restauro del 1985 con il rifacimento completo dell'interno, il ritinteggio, a seguire il nuovo organo, strumento che ha dato lustro alla nostra chiesa con il quale, oltre alla normale liturgia della santa messa, sono stati

eseguiti innumerevoli concerti, da ricordare almeno il più importante l'intera opera di Bach; il mosaico sulla facciata come pure la pittura di San Siro realizzate da fra Roberto; l'interno della chiesa con le sue nuove vetrate; le nuove campane; la sistemazione dell'impianto di riscaldamento; il rifacimento della copertura della sagrestia ... !! Oggi possiamo dire che abbiamo una bella chiesa parrocchiale completamente rinnovata. Non dimentichiamo infine la cappellina di Lourdes, che nel frattempo è diventata proprietà della parrocchia.

Queste sono le opere visibili che sono state realizzate durante la senza di don Pierino a Canobbio.

È stato membro attivo del consiglio parrocchiale di Canobbio ricoprendo per anni la carica di segretario.

Che dire ancora di don Pierino ?

Il 29 di maggio ha festeggiato il 50mo di ordinazione sacerdotale, Lui come sempre è schivo a questi festeggiamenti, in pochi lo hanno saputo, però questa volta lo posso annunciare in modo ufficiale ... La sua grande amicizia con l'emerito Monsignor Vescovo Pier Giacomo Grampa ha fatto sì che lo stesso visitasse tante volte la nostra parrocchia, nelle più svariate occasioni, per citarne una l'inaugurazione delle nuove campane, e tante altre feste della nostra comunità parrocchiale.

Oggi vogliamo ringraziarlo tutti assieme per quello che ci ha dato e per quello che ci lascia e contemporaneamente augurare a lui tanti anni di serena quiescenza. E da come lo conosciamo non sarà sicuramente una vita di ozio ma sempre al servizio della comunità! A Don Pierino in segno di riconoscenza e gratitudine abbiamo pensato di regalare un'opera eseguita da un artista Rumeno Nicolae Man, si tratta di un’Icona che rappresenta la Madonna. 

Francesco Degiacomi, Presidente del Consiglio parrocchiale