Benvenuti nella Parrocchia di San Siro a Canobbio


26 gennaio - Domenica della Parola di Dio

Domenica 26 gennaio in tutta la Chiesa si celebrerà LA DOMENICA DELLA PAROLA – istituita da Papa Francesco.

   In questa occasione vi invitiamo a partecipare alle seguenti attività:

-       Venerdì 24 gennaio alle ore 19.00 per i giovani e i ragazzi ci sarà la cena e a seguire un quiz biblico sul Vangelo secondo Marco. Aspetto le iscrizioni.

Domenica 26 gennaio

-       alle ore 10.00 la Santa Messa solenne. Portiamo con noi la Bibbia.

(ci sarà anche un banco con le Bibbie)

-       dopo la Santa Messa i bambini potranno consegnare i disegni (o altre creazioni artistiche) dedicate al tema: “Le parabole di Gesù”. Tutti i lavori verranno esposti nella casa parrocchiale. I più belli verranno pubblicati sul nostro sito internet e nel prossimo Bollettino.

-       alle ore 16.30 vi invitiamo alla “Lettura pubblica della Parola di Dio”.

Essa si terrà nella sala parrocchiale e consisterà in una lettura continua del Vangelo secondo Matteo e del Libro dell’Esodo. Sarà momento di festa della Parola di Dio vissuto nella famiglia parrocchiale. Ognuno di noi potrà leggere un piccolo brano biblico che li verrà consegnato all'arrivo. Ci saranno anche i momenti di silenzio meditativo e alcuni brani musicali. Al termine della lettura seguirà un piccolo rinfresco.


Per tutti i bambini

A tutti i bambini!

Papa Francesco ha chiesto a tutti i credenti di festeggiare il 26 gennaio la prima Domenica della Parola di Dio.

Per questo anche nella nostra parrocchia di Canobbio la domenica prossima si farà una grande festa di ringraziamento per il dono della Bibbia. Alla Santa Messa alle ore 10.00 del 26 gennaio i bambini potranno consegnare i disegni (o altre creazioni artistiche) dedicate al tema: “Le parabole di Gesù”. Le troverete nella parte della Bibbia del Nuovo Testamento chiamata Vangeli. Le parabole sono le storie raccontate da Gesù - ricche di immagini prese dalla vita quotidiana e dalla natura.

Alcune parabole di Gesù Cristo:

Sale e luce

Matteo 5:13-16

Due costruttori di case

Matteo 7:24-27

Il seminatore

Matteo 13:1-9,18-23

La zizzania

Matteo 13:24-30,36-43

Il granello di senape

Matteo 13:31-32

Il lievito

Matteo 13:33-35

Il tesoro e la perla

Matteo 13:44-46

La rete

Matteo 13:47-50

Il servo senza pietà

Matteo 18:23-35

I lavoratori nella vigna

Matteo 20:1-16

Due figli

Matteo 21:28-32

I vignaioli

Matteo 21:33-44

Il banchetto delle nozze

Matteo 22:1-14

Le dieci vergini

Matteo 25:1-13

I talenti

Matteo 25:14-30

Le pecore e i capri

Matteo 25:31-46

Il creditore

Luca 7:41-43

Il buon Samaritano

Luca 10:25-37

Il ricco stolto

Luca 12:16-21

Il gran convito

Luca 14:15-24

Il costo del discepolato

Luca 14:28-33

La pecora smarrita

Luca 15:1-7

La moneta smarrita

Luca 15:8-10

Il Padre misericordioso o Il figlio smarrito (prodigo)

Luca 15:11-32

Il fattore infedele

Luca 16:1-13

Il ricco e Lazzaro

Luca 16:19-31

La vedova persistente

Luca 18:1-8

Il fariseo e il pubblico

Luca 18:9-14

Il buon pastore

Giovanni 10:1-16

La vite e i tralci

Giovanni 15:1-8

 

https://www.laparola.net/intro/parabole_gesu_cristo.php

 Potete disegnare anche altre parabole e insegnamenti di Gesù presenti nel Vangelo.

Tutti i lavori verranno esposti nella casa parrocchiale.

I più belli verranno pubblicati sul nostro sito internet e nel prossimo Bollettino.


Ragazzi e giovani

Domenica 26 gennaio in tutta la Chiesa si celebrerà LA DOMENICA DELLA PAROLA – istituita da Papa Francesco.

   In questa occasione venerdì 24 gennaio alle ore 19.00 per i giovani e i ragazzi ci sarà la cena e a seguire un quiz biblico sul Vangelo secondo Marco.  Sarà un modo gioioso per approfondire la nostra conoscenza della Parola di Dio. Sono previsti i premi. Aspetto le iscrizioni.



battesimo del Signore in terra santa


domenica 22 dicembre - concerto delle voci di canobbio


visitiamo la Basilica della Natività a Betlemme



vincitori della lotteria 2019


8 dicembre - Solennità dell'Immacolata


L'omelia di Padre Mauro Lepori

 

L'omelia di Padre Mauro Lepori durante la Santa Messa solenne 8.12 alle ore 10.00

 

Solennità dell’Immacolata Concezione della Vergine Maria

Canobbio, 8 dicembre 2019

 

Letture: Genesi 3,9-15.20; Efesini 1,3-6.11-12; Luca 2,26-38

 

“Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo. In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità” (Ef 1,3-4)

 

Ascoltare questa parola di san Paolo dopo il racconto della Genesi sul peccato originale ci aiuta a guardare al male che c’è in noi e nel mondo, a tutto quello che sperimentiamo di negativo nella nostra vita e nella storia, dentro un orizzonte più grande, positivo e luminoso. È vero che il male c’è, che il peccato è entrato nel mondo, che la sofferenza e la morte fanno parte dell’esperienza umana, ma non dobbiamo pensare a tutto questo senza ricordarci che, prima e al di sopra di tutto, Dio Padre “ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo” e “in lui ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità”. C’è una benedizione di Dio che precede tutto il male che possiamo fare o subire, e c’è un disegno buono del Padre su tutta l’umanità che precede la creazione del mondo e vuole compiersi ora e oltre la fine del mondo che passa.

 

Nel racconto del peccato originale che abbiamo ascoltato, Dio non maledice l’uomo e la donna che hanno disubbidito, ma il serpente, colui che li ha indotti a tradire la benedizione che il Creatore aveva pronunciato su di loro fin dal primo istante della loro esistenza: “Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò: maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e Dio disse loro: ‘Siate fecondi e moltiplicatevi…’.” (Gen 1,27-28)

 

La benedizione di Dio è la bellezza e bontà della nostra vita, è lo sguardo di amore con cui Dio ci crea a sua immagine e somiglianza. Dio maledice il serpente perché ha voluto distruggere questa bellezza originale. Ma quello che il serpente non sapeva è che la benedizione del Padre è sempre più grande del peccato dell’uomo.

 

Tutti noi facciamo esperienza di un riflesso di questo amore del Padre quando pensiamo alle persone che amiamo. Un figlio può farne di tutti i colori, ma l’amore dei genitori viene sempre prima e va oltre tutti gli errori e le cadute in cui il figlio possa incorrere. Gesù Cristo è venuto ad annunciarci, o meglio, a mostrarci che il Padre ci ama e benedice prima di tutto e oltre tutto, fosse pure il male supremo di mettere in croce il suo Figlio unigenito. Gesù è l’incarnazione di questo amore del Padre che viene prima di tutto e sorpassa tutto, di questo amore del Padre che si chiama “misericordia”.

 

È importante però che questa verità non rimanga una teoria, ma diventi un’esperienza nella nostra vita. La fede non è credere a delle teorie, a delle dottrine, ma credere in un avvenimento che trasforma il nostro sguardo sulla vita e la vita stessa. A cosa servirebbe sapere che siamo amati prima di tutto e al di là di tutto se questo non diventasse un’esperienza che illumina e trasforma la nostra vita, i nostri rapporti, il nostro modo di lavorare, di stare in famiglia, di vivere tutto? A cosa servirebbe sapersi amati da Dio prima e al di là di tutto, se questo non ci aiutasse a porci con fiducia di fronte al male e alla sofferenza che sperimentiamo, di fronte alle prove della vita, e anche di fronte alla morte?

 

La Madonna ci è donata proprio per provarci che vivere così è possibile. Che la benedizione del Padre, che rende bella e felice la vita nonostante tutto, è un’esperienza possibile. Possibile anche per noi, perché tutto quello che Dio accorda alla Vergine è proprio perché sia possibile donarlo a tutti.

Maria è Vergine per accogliere tutto da Dio, ma è anche Madre per trasmetterci tutto quello che le è donato. Per questo, quando sentiamo l’angelo Gabriele dirle esultante: “Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te!”, dobbiamo rallegrarci anche noi, perché quella pienezza di grazia e di compagnia del Signore è destinata a noi, è data alla Madonna perché l’accolga senza riserve e la doni a noi.

 

La pienezza della grazia e la compagnia del Signore hanno un nome: Gesù, il Figlio di Dio fatto uomo per liberarci dal peccato e dalla morte. L’angelo spiega a Maria che la gioia a cui l’invita è tutta concentrata nel dono del Figlio di Dio: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo”.

 

Non sono promesse riservate alla Vergine, ma per tutta l’umanità. La grazia che Maria trova presso Dio è per poter dare alla luce il Salvatore del mondo. Per questo il popolo di Dio ha sempre amato la Madonna con gratitudine, perché lei per prima ha amato tutta l’umanità accogliendo in nome di tutti il Redentore del mondo. Solo Cristo ci salva, ma senza la libertà della Vergine nel consentire a questo dono, Gesù non sarebbe venuto nel mondo.

 

Maria però ci insegna una cosa fondamentale: ci insegna cosa vuol dire essere liberi di fronte a Dio. Noi siamo deformati da un’idea di libertà che consisterebbe nella scelta di quello che vogliamo noi. Maria ci insegna invece che la nostra massima libertà sta nella scelta di quello che vuole Dio. Perché Maria, al contrario di Adamo ed Eva, riconosce che Dio ci vuole bene, vuole il nostro vero bene, il bene più grande che si possa immaginare per l’uomo: essere come Dio, essere pienamente immagine e somiglianza di un Dio che è amore infinito. Per questo, l’obbedienza della Madonna non è strascicata, non è contro voglia. È invece un’obbedienza piena di desiderio. L’angelo le parla con entusiasmo di quello che avverrà in lei e attraverso di lei; è cosciente che quello che Dio chiede all’uomo è solo di accogliere una grazia immensa, che neppure gli angeli ricevono: perché Dio ha scelto di farsi uomo, non di farsi angelo.

 

Maria, contagiata da questo stupore dell’angelo di fronte ai disegni di Dio, è con desiderio ardente che chiede: “Come avverrà questo?”. Non chiede di capire, non chiede di essere capace lei, non chiede che un altro essere umano la aiuti in questo; chiede che questo avvenga, al di là e al di sopra delle sue forze e capacità. L’angelo per tutta risposta le dice che Dio farà tutto, che lo Spirito Santo opererà tutto, e come prova non dà una teoria, ma un avvenimento già avvenuto che pure desta stupore di fronte all’agire di Dio per l’uomo: che la sua parente Elisabetta ha concepito un figlio nonostante la vecchiaia e la sterilità. Per questo è con altrettanto entusiasmo o stupore che l’angelo Gabriele aggiunge: “Nulla è impossibile a Dio!”.

 

Per questo, anche l’ultima parola di Maria, quella con cui consente a che tutto avvenga, non dobbiamo ascoltarla come se l’avesse pronunciata con rassegnazione, ma con un desiderio ardente di innamorata, con una passione piena di gratitudine: “Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola!”.

 

La pienezza della libertà che Maria ci insegna è quella di consentire a Dio con desiderio, con stupore per quello che opera e vuole operare per noi, con un’impazienza infantile che tutto si compia, perché quello che deve avvenire è la cosa più bella che possiamo sperimentare: Gesù Cristo che viene a salvarci vivendo con noi, in noi, fra noi, mostrandoci che veramente la nostra vita è benedetta dal Padre da sempre e per sempre!

 

Fr. Mauro-Giuseppe Lepori

 

Abate Generale OCist


bollettino parrocchiale


È uscito il nuovo Bollettino parrocchiale. 

 

- Storia della parrocchia

- Resoconto delle attività parrocchiali

- Calendario eventi e celebrazioni

- Anagrafe parrocchiale

 

A partire dal 16.09 verrà distribuito a tutti i fuochi di Canobbio.

Lo si può ritirare anche in chiesa. 

 

Alle persone che vivono fuori da Canobbio e che vorrebbero ricevere il Bollettino chiediamo di contattare il parroco (tramite e-mail o telefono).

 

 

Clicca sull'immagine per scaricare il Bollettino tramite Dropbox

 




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