Benvenuti nella Parrocchia di San Siro a Canobbio


Sussidio liturgico per la preghiera in famiglia

II Domenica del Tempo Ordinario

Come si scopre la propria vocazione in questo mondo? La si può scoprire in tanti modi, ma questa pagina di Vangelo ci dice che il primo indicatore è la gioia dell’incontro con Gesù. Matrimonio, vita consacrata, sacerdozio: ogni vocazione vera inizia con un incontro con Gesù che ci dona una gioia e una speranza nuova; e ci conduce, anche attraverso prove e difficoltà, a un incontro sempre più pieno, cresce, quell’incontro, più grande, l’incontro con Lui e alla pienezza della gioia. 

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17 gennaio - Sant'Antonio Abate

Nella nostra parrocchia, dopo ogni Santa Messa, benediremo il sale. 

Sant'Antonio abate è uno dei più illustri eremiti della storia della Chiesa. Nato a Coma, nel cuore dell'Egitto, intorno al 250, a vent'anni abbandonò ogni cosa per vivere dapprima in una plaga deserta e poi sulle rive del Mar Rosso, dove condusse vita anacoretica per più di 80 anni: morì, infatti, ultracentenario nel 356. Già in vita accorrevano da lui, attratti dalla fama di santità, pellegrini e bisognosi di tutto l'Oriente. Anche Costantino e i suoi figli ne cercarono il consiglio. La sua vicenda è raccontata da un discepolo, sant'Atanasio, che contribuì a farne conoscere l'esempio in tutta la Chiesa. Per due volte lasciò il suo romitaggio. La prima per confortare i cristiani di Alessandria perseguitati da Massimino Daia. La seconda, su invito di Atanasio, per esortarli alla fedeltà verso il Concilio di Nicea. Nell'iconografia è raffigurato circondato da donne procaci (simbolo delle tentazioni) o animali domestici (come il maiale), di cui è popolare protettore.

http://www.santiebeati.it/


Settimana per l'unità dei cristiani

Settimana per l'unità dei cristiani: i testi preparati dalle monache di Grandchamp

«Siamo nel 1940: tre donne della Chiesa riformata vanno ad abitare in un’antica casa della frazione di Grandchamp, sul lago di Neuchâtel, in Svizzera. Vogliono iniziarvi una vita comune di preghiera ed accoglienza. Un tentativo senza precedenti nelle Chiese della Riforma che dal XVI secolo e dalle critiche di Lutero, avevano rinunciato ai voti degli ordini monastici». Scrive così Enzo Bianchi, nella prefazione al libro «Verso una gratuità feconda – L’avventura ecumenica di Grandchamp», di suor Minke de Vries (1929-2013) che fu priora del monastero per oltre trent’anni, uscito nel 2008 per le edizioni Paoline. Una testimonianza della vicinanza e dell’interesse che il priore di Bose nutrì sempre nei confronti dell’esperienza di questa comunità monastica svizzera, che accoglie al suo interno monache di differenti Chiese e provenienti da diversi Paesi del mondo. Quando nell’autunno del 1968, la prima sorella domandò di far parte della comunità di Bose, fratel Enzo chiese a suor Minke se potesse «prestargli» una delle sue monache per qualche mese, per accompagnare questa nuova sorella che desiderava unirsi al gruppo dei primi fratelli. Suor Minke fu impressionata – confesserà più tardi – dell’audacia di questo (allora) giovane italiano pressoché sconosciuto e gli domandò il tempo di una notte per riflettere e pregare e al mattino, gli indicò una delle sue novizie, che aveva qualche conoscenza di italiano. Questo gesto generoso creò un forte legame tra le due comunità, diventando un’amicizia profonda, che si protrasse negli anni. E fu sempre un incontro amicale ad imprimere un segno indelebile nella vita della comunità affacciata sul lago di Neuchâtel: questa volta con Frère Roger. Questo incontro e il legame che si istaurerà con la nascente comunità di Taizé, sarà decisivo per il futuro di entrambe le realtà. Nel 1952, le sorelle di Grandchamp adotteranno la regola che Frère Roger aveva appena scritto e, poco dopo, anche l’ufficio di Taizé, che diventerà il fondamento della loro vita comunitaria e liturgica.

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Al Giordano, dove venne battezzato Cristo


Buon Anno a Tutti!

Ti benedica il Signore

e ti custodisca.

Il Signore faccia risplendere per te il suo volto

e ti faccia grazia.

Il Signore rivolga a te il suo volto

e ti conceda pace.

 

(Dal Libro dei Numeri)


A Betlemme


Scoprire i segni del Natale: il presepe

In tutto il mondo durante il periodo natalizio, laddove i cristiani festeggiano l'incarnazione di Dio, esiste l'usanza di erigere presepi nelle case e nelle chiese. I presepi sono rappresentazioni artistico- figurative della nascita di Gesù nella mangiatoia di una stalla a Betlemme. Nella capanna vediamo la Sacra Famiglia e i pastori, sullo sfondo l'asino e il bue. L'adorazione dei saggi d'Oriente, i tre Re Magi, viene inclusa nel paesaggio il 6 gennaio. Gli evangelisti Luca e Matteo furono i primi a descrivere la storia dell'incarnazione di Cristo. È famoso il Vangelo di Natale di Luca, apparso nel secondo secolo dopo Cristo e poi divulgato nelle prime comunità cristiane. Già nel Quarto secolo troviamo a Roma (nelle catacombe) immagini della natività. L'origine esatta del presepio è difficile da definire, in quanto è il prodotto di un lungo processo. È storicamente documentato che già in tempo paleocristiano, il giorno di Natale nelle chiese venivano esposte immagini religiose, che dal decimo secolo assunsero un carattere sempre più popolare, estendendosi poi in tutta l'Europa. Comunemente il "padre del presepio" viene considerato San Francesco d'Assisi, poiché a Natale del 1223 fece il primo presepio in un bosco. Allora, Papa Onorio III, gli permise di uscire dal convento di Greggio, così egli eresse una mangiatoia all'interno di una caverna in un bosco, vi portò un asino ed un bue viventi, ma senza la Sacra Famiglia. Poi tenne la sua famosa predica di Natale davanti ad una grande folla di persone, rendendo così accessibile e comprensibile la storia di Natale a tutti coloro che non sapevano leggere. La fine del 18osecolo fu contrassegnata dall' Illuminismo e dalla Secolarizzazione. In alcuni luoghi vennero vietati i presepi: soprattutto in Baviera si dovettero eliminare tutti i presepi dalle chiese, e furono portati nelle case contadine per evitarne la distruzione. La conseguenza fu che nei contadini crebbe l'interesse per l'arte raffinata dei presepi, così che essi stessi cominciarono ad intagliare le figure. Ai nostri giorni è cresciuto notevolmente l'interesse per i presepi, come dimostrano le società dei presepi, fondate un po' ovunque. (Steger Konrad) 


Alma Redemptoris Mater


SANTE MESSE DOMENICALI E FESTIVE:

sabato e vigilia di festa:
alle ore 17.30 - Santa Messa prefestiva

domenica e giorno di festa: 

ore 9.00 Santa Messa
 ore 10.30 Santa Messa solenne

 

17.30 Santa Messa
(orario straordinario, fino alla revoca del limite di 30 persone) 

 

 



Papa Francesco - "Fratelli tutti"


Vescovo Valerio - "Ripartire dal cuore"

 

 

Ripartire dal cuore

Lettera Pastorale del Vescovo Valerio

settembre 2020

 

 

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